Lo zen e la cerimonia del tè. 「茶道と禅」

 

Il tè è un’opera d’arte, e solo la mano di un maestro può renderne manifeste le qualità più nobili. Ci sono tè buoni e cattivi, così come ci sono dipinti belli e brutti -questi ultimi sono più frequenti. Non esiste ricetta per preparare il tè ideale, così come non ci sono regole per creare un Tiziano o un Sesson. Ogni preparato di foglie ha una propria individualità, una particolare affinità con l’acqua e il calore, un patrimonio ereditario di ricordi da rievocare, un modo personale di narrare. Quante sofferenze causa il rifiuto della società di riconoscere questa semplice e fondamentale legge dell’arte e della vita! Lichihlai, un poeta Sung, afferma malinconicamente che tre sono le cose più deplorevoli al mondo: la rovina della migliore gioventù causata da un’educazione sbagliata, la degradazione dei bei dipinti provocata dall’ambiente del volgo, e l’assoluto spreco di buon tè causato da una manipolazione incompetente.

Anche per il tè, come per l’arte, esistono epoche e scuole. La sua evoluzione può essere suddivisa in tre fasi principali: quella del tè bollito, quella del tè sbattuto, e quella del tè infuso. Noi moderni apparteniamo a  quest’ultima scuola. I diversi modi di gustare la bevanda denotano lo spirito dell’epoca nella quale ciascuno di essi fu predominante. Perché vivere significa esprimersi, e le nostre azioni inconsce rivelano sempre i nostri più intimi pensieri. Confucio diceva che “l’uomo non può nascondere nulla”. Forse riveliamo troppo di noi nelle piccole cose perché abbiamo così poco da nascondere in quelle grandi. I piccoli avvenimenti della vita quotidiana illustrano gli ideali di un popolo, esattamente come i più sublimi voli della filosofia e della poesia. In Europa, le preferenze in fatto di annate di vino rivelano le idiosincrasie dei vari periodi storici e delle diverse nazionalità; allo stesso modo, gli ideali riguardo al tè caratterizzano i diversi atteggiamenti della cultura occidentale. […]

 

Ho tratto questo testo dal libro di Kakuzo Okakura, originariamente scritto in inglese “The book of tea”.

Il libro parla del modo in cui il popolo giapponese vive la cerimonia del tè, la filosofia che ci sta dietro. Se volete imparare a conoscere il “vero” Giappone ecco una lettura appropriata.

Una pausa di relax. 「リラックスの時間」

Ormai é passato più di 1 anno da il mio ultimo viaggio a Tokyo. Con la gravidanza e la nascita di Matilda ho sinceramente avuto altro per la testa e seppur il Giappone sua sempre nel mio cuore non ho più riguardato le foto di quella vacanza e tantomeno pensato in modo concreto a quel luogo tanto amato. Ora mi ritrovo del tutto soverchiata dal ruolo di madre e sentendomi molto spessi in apprensione in merito alle mie capacità di madre, mi sono fermata un attimo a pensare. L’ansia non fa bene a nessuno e se poi ci dobbiamo relazionare ad un lattante che tutto percepisce la cosa va bene ancor meno. Lo so che non dovrei sentirmi così: la bimba sta bene, cresce, mangia come un maialino…insomma tutto è nella norma. E allora di che mi preoccupo?? Certo, la piccina vuole sempre rimanere in braccio e non accetta di esser messa giù. Piange. E’ comprensibile questo. Ma io non riesco a sopportare il suo pianto…

La situazione così non può continuare. Non fa bene a lei e non fa bene a me. Mi ci vorrà del tempo per resistere al suo pianto e non accorrere subito da lei. Mi servirà del tempo per gestire la mia apprensione e comprendere che non c’è nessun motivo reale per provarla.

Ho tentato così di alleggerirmi lo spirito pensando a qualcosa di rilassante, che trasmettesse pace…e mi è apparso un luogo dove sono andata con Kanako. Un hotel da relax pieno dove 1 notte è costata un occhio della testa ma che mi ha conferito un momento di tranquillità. Suddetto posto si trova nei pressi di Nikkou.

Ci si arriva via macchina o taxi e non appena vi si giunge si viene accolti con grande accoglienza. Prima di andare in stanza si viene fatti accomodare in una sala e viene offerto del maccha e un bel e buono wagashi…

pesciolino combattente di nikko

il pesciolino combattente di nikko II

Su ogni tavolo, al posto dei fiori, c’erano questi contenitori di vetro con dentro pesciolini diversi. Belli vero?!

pausa giapponese

dolci giapponesi

Un bel dolcetto da degustare con uno squisito maccha. Che bontà!!!

Dopo questo bel benvenuto siamo potute andare nella nostra stanza in degno stile giapponese.

stanza in stile japan washitsucamera giapponeseE che stanza…costosa quanto bella…

(to be continued)

Amo il maccha. 抹茶、愛している!!


La mia adorazione per il thè verde giapponese, o maccha, penso non sia un mistero più per nessuno. Ciò che mi manca di più quando torno in Italia sono il meron pan, o pane dolce, e il maccha!!! >.<) Il non poterli assaporare per me è un vero tormento...
Già dal mio primo viaggio, in quel del marzo 2008, queste 2 prelibatezze mi avevano conquistato ma questa volta, nei miei giretti a Tokyo e Sendai nel mese di giugno/luglio, ho sempre abbondato con la bevanda piuttosto che con il mio pane preferito!!
Forse le occasioni di bere il maccha sono state più frequenti e quando si intravedeva anche la più piccola possibilità di berlo non mi sono mai tirata indietro. Gustarlo senza zucchero non è stata impresa facile ma addentando piccoli pezzi dei dolcini della “cerimonia del thè” e poi bevendo il contemporanea il thè il problema si risolveva subito. ^.^ Lo zucchero del dolce si trasmetteva alla bevanda…
Non chiedetemi che sapore abbia in quanto una descizione diverrebbe ardua. Qui da noi non esistono sapori affini per cui ogni tentativo di farvi immaginare il gusto…non sarebbero mai equivalenti al berlo direttamente. Sorry!!!
Il macchia non si ritrova solo nelle bevande ma anche nei cibi, ad esempio in meron pan al maccha con il caratteristico color verde oppure nei dolci. Prossimamente metterò le immagini del buonissimissimo dolce che ho acquistato in un negozio, tutto da sola ho fatto!!!, e poi mangiato come colazione in hotel. Dolcissimo e pieno di crema!!!
Tra le bevande che usano il maccha quella che preferisco la si beve da Starbucks. Qui in Italia da catena di caffetteria di Starbuck non esiste (bravissimo errore!!) e come potete ben immaginare il tutto nasce in America. Ma siccome in Giappone gli alimenti americani abbondano non è da stupirsi nel trovare per le vie di Tokyo anche la suddetta. Nella foto qui sotto la vedete ritratta: maccha freddo con panna. ^o^ Buono!
Il gusto è dolcissimo ed è una vera botta di calorie per in fisico ma berselo tranquillamente con la cannuccia (come i bambini…) è un’esperienza da farsi…
Ascoltate la vecchia Maruchan!!! Fatevi stò viaggetto dall’altra parte del mondo e gustatevi tutto quello di unico e particolare offre questo mondo…Fidatevi!!!!!!