Gelosia antica.「昔のや気持ち」
Maruchan マルチャン April 17th, 2010

Il seguente testo é tratto da “La pentola di kibitsu” ,「吉備津の釜」, ed esprime un’antico pensiero riguardo alla gelosia delle donne. Di sicuro si tratta di un punto di vista prettamente maschilista ma ricordiamoci che anche noi donne occidentali viviamo in un ambiente con le stesse connotazioni! Ho pensato di estrapolare dal racconto questo breve testo in quanto offre una visione tutta giapponese di questo buio sentimento.
“Una moglie invidiosa è difficile da sopportare ma quando si invecchia si possono apprezzare i suoi meriti”. Chi avrà mai pronunciato simili parole? Anche se una moglie gelosa non procura danni irreparabili è sempre un ostacolo agli affari del marito, manda in rovina i suoi beni e si attira le critiche dei vicini. Nei casi peggiori distrugge la famiglia, rovina il paese, diventa oggetto di derisione per il mondo intero. Fin dai tempi antichi il veleno della gelosia ha fatto innumerevoli vittime. Una donna gelosa, dopo la morte, si tramuta in serpente oppure dà sfogo al suo rancore scatenando tuoni e fulmini e non si placa neppure se il suo corppo viene fatto a brandelli. E’ pur vero che esempi così estremi sono rari. Se un uomo si comporta giudiziosamente e sa educare la propria moglie eviterà disastri; ma se per qualche capriccio susciterà l’innata gelosia femminile rischierà di procurarsi guai seri. “Per addomesticare un uccello ci vuole decisione, per domare una donna occorre la fermezza virile di un marito”, dicono, e ciò è proprio vero.
Ueda Akinari da “Racconti di pioggia e di luna”.







