Una storia…particolare. 「特別な物語」

 

Ho trovato casualmente questo libricino il biblioteca e mi ha attirato subito. Certo, con tutti quei kanji sparsi per la copertina…come potevo rimanere indifferente!!!

La storia però con è giapponese ma cinese. Ma ben poco importa dato che vedrete voi stessi come al suo interno i kanji vengono usati in modo del tutto…particolare. Leggete questa prima parte!!!!

 

 

 

 

 

 

To be continued!!!!

 

Gelosia antica.「昔のや気持ち」

 

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Il seguente testo é tratto da “La pentola di kibitsu” ,「吉備津の釜」, ed esprime un’antico pensiero riguardo alla gelosia delle donne. Di sicuro si tratta di un punto di vista prettamente maschilista ma ricordiamoci che anche noi donne occidentali viviamo in un ambiente con le stesse connotazioni! Ho pensato di estrapolare dal racconto questo breve testo in quanto offre una visione tutta giapponese di questo buio sentimento.

“Una moglie invidiosa è difficile da sopportare ma quando si invecchia si possono apprezzare i suoi meriti”. Chi avrà mai pronunciato simili parole? Anche se una moglie gelosa non procura danni irreparabili è sempre un ostacolo agli affari del marito, manda in rovina i suoi beni e si attira le critiche dei vicini. Nei casi peggiori distrugge la famiglia, rovina il paese, diventa oggetto di derisione per il mondo intero. Fin dai tempi antichi il veleno della gelosia ha fatto innumerevoli vittime. Una donna gelosa, dopo la morte, si tramuta in serpente oppure dà sfogo al suo rancore scatenando tuoni e fulmini e non si placa neppure se il suo corppo viene fatto a brandelli. E’ pur vero che esempi così estremi sono rari. Se un uomo si comporta giudiziosamente e sa educare la propria moglie eviterà disastri; ma se per qualche capriccio susciterà l’innata gelosia femminile rischierà di procurarsi guai seri. “Per addomesticare un uccello ci vuole decisione, per domare una donna occorre la fermezza virile di un marito”, dicono, e ciò è proprio vero.

Ueda Akinari da “Racconti di pioggia e di luna”.

Paragoni. 「比較」

 

salice piangente__

“Non far crescere mai nel tuo giardino i salici che mettono germogli verdi all’arrivo della primavera. Non legarti a una persona dal cuore volubile. I salici crescono subito ma non resistono al primo soffio del vento d’autunno; le persone volubili si legano con facilità ma se ne vanno presto e se i salici rinnovano il loro colore a ogni primavera, una versona infedele non farà più ritorno.”

Tratto dalla raccolta “Racconti di pioggia e luna”, la storia da cui ho tratto questa considerazione sulle persone volubili s’intitola “L’appuntamento dei crisantemi”, in giapponese「菊花の約」.

Curiosità dal Giappone antico… 「古い日本から面白い情報は…」

 

Addentrandomi nella storia,  nella narrativa e nella religione giapponese ho trovato e impartato molte nuove cose che penso possano interessare, dato che mostrano aspetti del “vero e più profondo” Giappone che altrimenti non sarebbero facilmente conoscibili. Per comprendere appieno un paese è necessario interessarsi anche delle fondamenta antiche su cui poggia la cultura di un popolo, o almeno così la penso io!! ^_^) Per questo motivo ho pensato di inserire ogni tanto nel blog piccole chicche o curiosità sul Giappone medioevale. Spero che queste pillole antiche vi possano interessare e appassionare ancor di più riguardo il mondo del Sol Levante!!!

Cari lettori, quando si leggono racconti giapponesi molto spesso ci si imbatte nei cosidetti “kakekotoba”, ma voi sapete che cosa sono?? Il kakekotoba o doppio senso  è una parola la cui composizione si presta a più di un’interpretazione. La differenza tra un significato e l’altro viene di solito determinata in base ai diversi caratteri ideografici. Le parole di questo genere, proprio per la loro indeterminatezza riguardo all’interpretazione del contesto hanno molta importanza per l’espressione di sentimenti e di passioni di cui la letteratura giapponese è assai densa. Purtroppo le traduzioni riescono a rendere assai raramente appieno il senso delle kakekotoba e di questi sottointesi.

antichità giapponesi

Un esemipo di kakekotoba è il seguente: L’amore fa delle notti tenebrose il regno del giorno. In questo caso l’Autore del racconto da dove ho tratto questa frase gioca sulla fusione delle espressioni “l’amore è tenebra”, cioè la passione rende l’uomo cieco ai richiami della ragione, e “notte tenebrosa”, termine che indica i luoghi di piacere. A questi due concetti si lega un terzo che esprime come nei quartieri di piacere l’attività amorosa sia talmente intensa da farli risplemdere come fosse giorno, per le luci che vi restano accese la notte

E se passiamo ai proverbi ecco un esempio che mi è piaciuto in modo particolare e che mette in evidenza un aspetto tutto giapponese: “…Si amavano alla follia, legati da giuramenti di eteno amore, e incuranti dei pettegolezzi come delle convenienze, non solo tenevano accesi i lampioncini nelle notti di luna, ma addirittura le lampade in pieno giorno.” Questo è un antico proverbio che sta ad indicare lo sperpero più incondizionato, perché fa riferimento all’abitudine dei giapponesi di valorizzare in tutti i modi la luce lunare, per cui nutrono una vera passione.

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Altra piccola curiosità: nei tempi antichi i giappanesi come comunicavano o sugellavano il loro amore? Presto detto! Strano ma vero, i ritagli di unghie come i capelli, se donati a un amante erano considerati pegno d’amore; il pegno più grande era, per una cortigiana, il taglio del mignolo!

Le suddette informazioni sono tratte da: “Cinque donne amorore” di Ihara Saikaku.