Ultimo giorno trascorso nel luogo del cuore. 「実家に過ごしている最後の一日は」

 

piccolo tempio inari, tokyo

Mi sembra quasi impossibile eppure il mio soggiorno a casa è terminato. Ho impiegato una mattinata per sistemare la valigia e ora che sono le 5 del pomeriggio ancora non ho terminato del tutto. Siamo a quota 20,8 Kg con la mia cara valigiona…ma perchè deve pesare sempre così tanto? Forse perchè ci sono 8 libri???? Ehh già!! La cultura e lo studio non hanno prezzo! ^__^)

il cielo di tokyo, 20-07-2010

 

 

 

 

 

 

 

Maruchan マルちゃん ed Hello Kitti chan

 

 

 

 

 

 

 

Sono molto contenta del mio soggiorno a Machida in quanto ho trascorso sempre momenti felici con persone fantastiche, ho visto tanti posti nuovi (ho speso una fracca di soldi in shinkansen…) e ricevuto tante attenzioni e regali. Non cambierei mai questo viaggio con null’altro!! Ciò che invece mi ha pesato? I miei profondi limiti in materia di giapponese. Tutti mi hanno detto che rispetto l’anno passato sono migliorata tanto sia come grammatica che come parlato ma…rimane il fatto che ancora non capisco. Non capisco quasi nulla quando i giapponesi si parlano tra di loro, insomma quando usano il “vero” giapponese. Ancora non sono pronta, devo studiare ancora tanto e arricchire il mio vocabolario mentale. Quando torno a casa ho tutta una serie di cose che ho deciso di fare: dimagrire, tentare di passare il nihongo nouryoku shiken 3 kyuu, diventare più brava con il giapponese, afforntare la mia situazione familiare tentando un nuovo dialogo e proseguire ciò che ho iniziato in ospedale. Come programmino non mi sembra male..1 annetto mi dovrebbe bastare, che dite??!!!

Kaminarimon

Sarà dura il rientro a casa. Caldo, faccende di casa e tutto il resto ma questa è la vita. Un viaggio è una momentanea sospensione del normale flusso della vita quotidiana ma dato che è circoscritto nel tempo il momento in cui esso termina arriva velocemente (se tutto  è andato bene). Tante volte ho desiderato che tutto questo non finisse mai, di trovare il modo per star qui. Ma dentro di me sento che non è ancora il momento! Ci sono tanti che senza nulla sapere del Giappone mollano l’Italia, un lavoro sicuro e vengono qui pensando di accedere al paradiso. Niente di più sbagliato a mio avviso. Il paradiso non esiste in terra e la vita qui non è facile, la sola lingua è un grande ostacolo. Io non me la sento ancora di rischiare…

E poi…non posso ancora permettermi un tale atto sconsiderato. Ho degli affetti in Italia e delle situazioni che devo tentare di risolvere.  Prima desidero  tentare il tutto e per tutto qui, se i miei sforzi non porteranno a nulla o magari il peggio deve ancora venire…allora ma solo allora potrei pensare al biglietto di sola andata per Tokyo. Ora non è ancora il momento!!! Con questo mi rimetto al lavoro, la valigia attende. Ci si risente domani sera, rincasata in patria. Da Maruchan e il suo italiano un pò sconnesso (non sembra ma la testa è un pò affaticata…) un grosso bacio!!!

comment

  1. Ciao, girovagando per internet ho trovato il tuo blog e devo dire che è davvero bello 🙂
    Sei stata in Giappone, che bello, è il mio sogno anche se credo inrealizzabile sigh!…però ho deciso lo stesso di provare a studiare la lingua giapponese (da autodidatta)! Impresa difficile, ma non insormontabile, almeno spero.
    Ti saluto.

  2. Ciao Flyingpaw,

    ti ringrazio! Sono sempre molto contenta quando mi dicono che il mio blog piace. ^^)
    Sì, sono stata in Giappone e per l’esattezza questo è stato il mio quarto viaggio. Tu non disperare, se io ci sono riuscita chiunque ce la può fare. Basta fare musina, avere un pò di coraggio e spirito d’avventura.
    Anche io studio da sola in giapponese e per quanto sia difficile a volte è sempre un piacere continuare in questa impresa per cui…in bocca al lupo con lo studio!!! Ci vuole del tempo ma non è per nulla insormontabile.
    Un grosso saluto!!!!!

  3. Mi fa piacere sapere che il giapponese non è insormontabile..io è già un po’ che “lotto” con Hiragana e Katakana. Sto anche dando una prima occhiata alla grammatica. E pensare che credevo che il greco fosse una delle lingue più difficili…dal mio punto di vista il problema è che il giapponese ha un approccio completamente diverso all’espressione del pensiero. Hu!…mi sto incartando..sarà l’ora? Anche se con lentezza sto imparando l’alfabeto, per ora, e comunque non desisto!!

  4. Cara Sakura-Rei,

    nelle cose della vita bisogna essere perseveranti e tentare di non mollare…mai. Il giapponese, per un occidentale, è difficilissimo e se poi lo studio è compiuto nei ritagli di tempo e da soli allora tutto diventa strong. Ma non è impossibile…
    Certo, andare in una scuola, all’università o da un maestro e ascoltare le spiegazioni rende tutto una passeggiata. Dato che a noi questo non è toccato allora rimbocchiamoci le maniche e diamoci dentro!!! All’inizio hira e kata sembrano cose da fantascienza ma basta abituare mente e occhio. Ci sono passata pure io…all’inizio mi veniva da piangere. Ora sono intrivellata con i kanji e kata e hiragana sono solo banalità…
    Forza Sakura!!!!

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