東京 – Tōkyō: Capitale dell’Universo

December 4th, 2009

 

Buongiorno a tutti all’affaticata Maruchan!!!! Come avevo anticipato ecco a voi l’articolo di Moreno riguardante la  siua esperienza nella capitale giapponese. Mi auguro che la lettura sia di vostro gradimento.  ^__^ 

 

  Megalopoli

Per avere anche solo una vaga idea della grandezza di Tokyo date un’occhiata alla cartina sopra riportata ed esposta al pubblico nel piccolo museo della torre di Tokyo (マルちゃああん, si poteva fotografare: l’ho chiesto XD). L’area di Nagoya comprenderà circa sui 5 milioni di abitanti (MA). La metropoli Osaka-Kobe navigherà sugli 11-12. La Grande Tokyo conta 28 MA (3 volte Londra; 10 volte Roma) e, se consideriamo la megalopoli Tokyo-Yokohama + città satelliti secondarie come un’unica entità (visto che, come bene vedete, non c’è soluzione di continuità) arriviamo ad un fantascientifico valore di 34-35 MA. E parliamo di una Signora città, non di bidonville o squallidi palazzotti di, ehm, “altre tipologie” di megalopoli. Il centro di Tokyo, suddiviso in 23 Ku, ammonta a “soli” 12 MA, valore che aumenta sensibilmente con il flusso giornaliero, di bibliche proporzioni, dei pendolari. E’ qui che vivrete i “momenti d’oro” di tutte le vostre visite alla megalopoli.

La vostra prima sensazione potrebbe essere quella di essere entrati in un film di fantascienza, in una sorta di Universo parallelo. L’enormità di Tokyo, la precisione e la puntualità paranoiche, i ritmi di lavoro inconcepibili per il medio-man italico, abitudini e costumi a volte (spesso *_* !!!) alieni, il compenetrarsi armonico di tradizione ed iper-modernismo, il mescolarsi di kimono e di urban Cosplay, sono cose che lasciano il segno a tutti i livelli. Il Giappone in generale e Tokyo in particolare NON vuol dire solo manga ed anime…

Io ho avuto la spudoratezza di prendere il mio bel Nozomi e fiondarmi a Tokyo senza guide di alcun genere e con solo una bozza di piano strategico d’azione (tra cui i consigli della cara Maruchan, che qui mi ospita). “Solo, nella più grande città del mondo”: ecco ciò che NON ho pensato appena arrivato. Arrivare a 東京駅 nell’ora di punta vuol dire CAPIRE sulla propria pelle il significato dei FRATTALI: l’ordine nel caos apparente. Le ferrovie e la metro sono le vene e le arterie che tengono in vita la megalopoli. Qui si spostano a milioni. MILIONI!!! Contemporaneamente. Mi sono sentito come un globulo rosso o bianco che si muove nei vasi di un immenso sistema circolatorio. Visi, treni, tabelle, luci, negozi e ancora visi, treni, luci tabelle, negozi. Piano piano, mi è salita alla testa una sorta di euforia controllata e mi sono lasciato guidare da una specie di pazzesko istinto cyborg: la mia prima forte sensazione a Tokyo. Mi spostavo nel sistema circolatorio e dentro la mia anima ho cominciato a sentirla! LA COSCIENZA COLLETTIVA! La mia affinità naturale verso tutto ciò che è nipponico, mi ha portato subito dentro il loro modo di essere: l’agire insieme, coordinati, in armonia pur vivendo la propria individualità e microcosmo interiori. Sono arrivato nel mio albergo con nella mente una sorta di divina catarsi. Mi sono sdraiato sul letto e continuavo a sentire la coscienza collettiva perdurare in me. Io sono razionale, forse fin troppo, ma devo dire che lo tsunami di cyborg-emozioni provate nelle mie prime ore a Tokyo è stata una delle esperienze, nella terra di mezzo tra ordine e caos, più gratificanti della mia vita. Mi sono addormentato pensando: “Sono nel grembo della Dea, sono casa, sono a casa” (felice come un bambino).

 

東京秋葉原 – Akihàbara, la Città della Luce

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Mi sono detto: oggi Delirio. E Delirio fu. Potete prepararvi psicologicamente e fisicamente quanto volete: Akihàbara vi travolgerà. Mi-gli-a-i-a (o_O) di negozi, luci neon dappertutto, deliziose vocine registrate che vi urlano da ogni angolo, pupazzi, pupazzotti, pupazzetti e mostricini a gogò. Tempio del Manga, Altare dell’Anime, Mecca dell’elettronica, covo del fetish più imbarazzante. Ho passato una folle giornata ad Akiba (il nickname di Akihàbara) e ne ho portato le conseguenze per giorni. Se siete così pazzi da passare 10-12 ore consecutive ad Akiba, per diverse notti non sognerete altro che caleidoscopi da narco-delirio (tipo quando avete la febbre a 39.9°C, per intenderci) (*_*).

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Cultori di Manga ed Anime: qui, ad Akihàbara, scorreranno lacrimoni di felicità sui vostri dolci visi (TωT). Vi piace, ad es. Neon Genesis Evangelion? Ci sono negozi con TUTTI i gadget e gli ammennicoli che mente umana possa immaginare. Ho acquistato gli ultimi numeri di tutte le serie manga che sto seguendo in inglese o italiano: クレイモアベルセルクシグルイ ecc… Scordatevi di pronunciare il titolo in inglese, più o meno maccheronico. Potreste ricevere in cambio solo degli sguardi attoniti ed interrogativi. Death Note, si pronuncia Desu nooto; Berserk: Beruseruku (con l’u finale muta), Claymore: Kureimoa e via dicendo. Suoni simili, ma con quelle sottili differenze che contano (per le nippo-orecchie ^^).

Una conoscenza anche rudimentale (tipo la mia T_T) del 日本語 (giapponese) è altamente auspicabile, se si vuole gioire meglio nel ventre (non fraintendetemi, eh!) della Dea Tokyo. Direi, che bisogna conoscere almeno (l’) ひらがな (Hiragana), (il) カタカナ (Katakana) ed un centinaio di かんじ (Kanji), oltre ai soliti destra/sinistra, uscita/entrata, segni cardinali, sopra/sotto, questo/quello/quello-laggiù, per favore, scusi, mattino/giorno/sera, quanto costa, dov’è ecc. ecc.

Visto che ci si orienta in base alle stazioni della metro, di capitale importanza é conoscere: 入ロ (=iriguchi=entrata), ロ (=deguchi=uscita); 北 (=kita=nord), 南 (=minami=sud), 東 (higashi=est), 西 (=nishi=ovest). Diciamo, che se capite che personaggio di Claymore è: 西のリフル e/o che anime è: 天空(てんくう)のエスカフロネ, siete a posto. Scherzo. Se volete cominciare ad imparare, seguite i consigli di Maruchan. A meno che non giriate con un palmare collegato ad internet, ricordatevi che qui non ci sono traduttori automatici a portata di mano…NON SO SE MI SPIEGO, he, he.

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Ritorniamo ad Akihàbara! Concludendo: camminare per Akiba è un po’ come camminare nei centri neurali emotivi della nippo-mente globale, con tutte le sue contraddizioni, più o meno apparenti. Troverete dai Manga dolcissimi agli Hentai più imbarazzanti. A proposito di imbarazzo: qui il gusto per il “fetish”, arriva a livelli preoccupanti. Trovate di tutto: dal vestitino da marinaretta agli slip sottovuoto, garantiti con certificato, indossati in precedenza da qualke bellissima fanciulla. Allucinante… Ma qui funziona così. Alla prox!

One Response to “東京 – Tōkyō: Capitale dell’Universo”

  1. Lucreziaon 04 Dec 2009 at 8:41 AM

    “seguite i consigli di Maruchan” – FATTO! e ora posso fieramente dire di conoscere bene sia Hira che Kata!! Grazie, Maru-chan!
    “ricordatevi che qui non ci sono traduttori automatici” – è per questo che voglio un traduttore come il tuo (ricorda che hai detto che mi accompagnavi a comprarlo!!)
    Grazie del post! Akihàbara è bellissima!
    Baci baci LU ^.^

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